Ci potrebbe essere una soluzione all’impasse del caso della “famiglia nel bosco”, su cui si è aperto un ampio dibattito in Italia, per l'allontanamento dei figli dai genitori, e che ha generato una profonda riflessione anche in ambito giuridico. Le Camere penali internazionali hanno lanciato al Governo una proposta di decreto-legge che mira innanzitutto a evitare la frammentazione dei nuclei familiari stranieri sul territorio nazionale. Ma anche ad introdurre una misura alternativa rispetto all’affido o al collocamento dei minori in strutture. Il tutto restituendo al Governo la responsabilità politica delle scelte che incidono sulla permanenza di cittadini stranieri in Italia, senza in alcun modo travalicare le competenze dell'autorità giudiziaria.

L’iniziativa nasce infatti «dall’esigenza di evitare - spiegano le Camere penali internazionali - che procedimenti minorili interni, applicati a nuclei familiari interamente stranieri, producano la separazione dei minori dai genitori in assenza di condotte penalmente rilevanti, spesso a fronte di profondi disallineamenti culturali o sociali». La proposta, comunicata ieri attraverso una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al vicepremier Matteo Salvini, introduce «uno strumento alternativo: il rimpatrio unitario e assistito dell’intero nucleo familiare nel Paese di cittadinanza, previo accordo con le autorità dello Stato estero competente, come misura meno traumatica e più rispettosa dell’unità familiare rispetto all’affido o al collocamento in strutture». Secondo l'associazione di penalisti, presieduta da Alexandro Maria Tirelli, la misura è pienamente compatibile con Costituzione e Cedu, «poiché non annulla decisioni dei giudici né interferisce con la funzione giurisdizionale, ma esercita una competenza autonoma dello Stato in materia di permanenza degli stranieri e relazioni internazionali». Tra l’altro gli stessi genitori dei bambini che vivevano nel bosco di Palmoli, e ora sono stati affidati dal Tribunale dei minori dell’Aquila a una comunità, erano pronti a tornare in uno dei loro Paesi di origine (Inghilterra o Australia) pur di continuare a mantenere il proprio stile di vita.