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L’Aston Villa ha vinto le sue ultime otto partite di Premier League, il campionato maschile inglese di calcio, e se si contano anche le altre competizioni non perde da 11 partite. Al momento la squadra è terza in classifica nel campionato più difficile e competitivo al mondo, con un punto in meno del Manchester City e tre in meno dell’Arsenal, che affronterà martedì alle 21:15 in quello che sarà a tutti gli effetti uno scontro diretto, anche se a inizio stagione non sarebbe stato facile prevederlo.

Sabato scorso, dopo la vittoria ottenuta in trasferta contro il Chelsea, l’ex calciatore e ora commentatore Alan Shearer ha detto che «siamo quasi a metà stagione e bisogna dire che l’Aston Villa è una seria candidata per il titolo». Shearer ha detto pure che secondo lui non lo vinceranno, ma che «tutto è possibile con Unai Emery».

La piattaforma di statistiche e analisi Opta dà all’Aston Villa il 7,55 per cento di possibilità di vincere il campionato. Sono poche, ma comunque sono più di quelle di inizio anno. Ed è dal 1981 (e prima ancora dal 1910) che l’Aston Villa non ci riesce.

Emery ha 54 anni, è spagnolo ed è l’allenatore dell’Aston Villa (squadra della città di Birmingham) dall’ottobre del 2022. Quando arrivò la squadra era quindicesima in classifica e non si qualificava per le coppe europee da oltre dieci anni. In tre anni l’ha condotta a un settimo, un quarto e un sesto posto, e fino ai quarti di finale della scorsa Champions League. Emery è un allenatore brillante e pragmatico: le sue squadre non giocano in modo sempre spettacolare, ma spesso efficace e combattivo. L’attaccante Ollie Watkins, autore di una doppietta contro il Chelsea, lo ha definito «un genio».