VENEZIA - Boom di accessi ai Pronti soccorso nei giorni dopo Natale. Tra il 26 e il 28 dicembre sono state giornate ancora più impegnative per i sanitari dei quattro ospedali dell'Ulss 3 Serenissima: da Mestre a Venezia, fino a Mirano, Dolo e Chioggia. «Un centinaio di persone in più al giorno rispetto al solito si è presentato per ricevere diagnosi e cura», hanno spiegato il direttore generale Edgardo Contato e la direttrice della funzione ospedaliera e dell'ospedale dell'Angelo Chiara Berti ieri nel quadro della presentazione del bilancio di fine anno dell'azienda sanitaria veneziana, tra numeri e considerazioni a tutto campo. Così, se in media in un giorno qualsiasi sono 679 i pazienti che ricorrono al Pronto soccorso nei quattro nosocomi, tra Santo Stefano e il week end successivo il numero è salito a 760 il 26 dicembre, 779 sabato 27 e 680 domenica 28 (meno il 25: 493).

A determinare l'incremento è stata una "combo" perfetta: «L'incremento dei casi d'influenza che sta raggiungendo il suo picco con 24 casi ogni mille abitanti e la variante H3N2 prevalente», come ha detto il direttore del Dipartimento di Prevenzione Vittorio Selle, spinta anche dagli assembramenti in ambienti chiusi per le feste e, al contempo, come ha rilevato Berti, «la mancanza dei medici di medicina generale che nei giorni festivi e prefestivi non ci sono», per cui tutta l'utenza è finita per gravitare sui Pronti soccorso ancorché il sabato, la domenica, a Natale oltre che la notte dalle 20 alle 8, sia in servizio la Continuità assistenziale, l'ex Guardia medica, che tuttavia sempre meno viene considerata in caso di urgenza.