Mentre i riflettori sono puntati sull'incontro tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, il Medio Oriente continua a restare in fiamme, attraversato da conflitti armati irrisolti, tregue fragili e nuovi fattori di escalation.

Al centro del colloquio in Florida ci sono quattro grandi dossier regionali che continuano a mantenere la regione in uno stato di instabilità strutturale.

* IRAN.

Il confronto tra Stato ebraico e Repubblica islamica resta il più sensibile e potenzialmente esplosivo. La dialettica tra Teheran, Israele e Stati Uniti continua a muoversi su un piano di scontro indiretto, alimentato da un clima di sfiducia reciproca che mantiene aperta la possibilità di una nuova campagna militare congiunta israelo-statunitense.

* GAZA E CISGIORDANIA. Il cessate il fuoco nella Striscia appare sempre più come una foglia di fico dietro cui si tenta di occultare le lacune di un piano di pace privo di reali prospettive di attuazione. A Gaza la crisi umanitaria è aggravata dal clima invernale, mentre le accuse reciproche di violazioni della tregua rinviano sine die il nodo centrale della governance della Striscia in un ipotetico scenario post-Hamas. In Cisgiordania proseguono operazioni militari israeliane, scontri armati e attacchi da parte dei coloni, contribuendo ad alimentare radicalizzazione e nuove ondate di esodo palestinese.