CAVARZERE - Il giornalismo polesano e veneziano perde una delle sue voci più riconoscibili. È morto all'età di 63 anni Diego Degan, cronista appassionato e rigoroso, scomparso ieri mattina all'ospedale di Adria dopo una lunga malattia. Con lui se ne va un collega stimato, ma soprattutto un modo di fare cronaca fondato sull'approfondimento, sulla conoscenza del territorio e su un forte senso etico del mestiere.
Nato a Cavarzere l'11 giugno 1962, figlio unico di Antonio, storico sindacalista della Cgil, Degan aveva ereditato dal padre una profonda attenzione per i temi sociali, per il lavoro e per i diritti delle persone. Valori che hanno accompagnato tutta la sua vita professionale e che si riflettevano in ogni articolo, mai superficiale, mai scontato. Dopo le prime esperienze, era approdato al Gazzettino, dove aveva seguito per anni le cronache tra Chioggia, Cavarzere e il Delta del Po, diventando un punto di riferimento per lettori, amministratori e colleghi. La sua penna era lucida e mai banale: Degan non si fermava alla superficie dei fatti, ma sapeva scavare, collegare, contestualizzare, restituendo articoli capaci di informare e far riflettere. Accanto ai quotidiani, la sua vicenda professionale è stata segnata anche dall'esperienza nei periodici. Tra questi "Bloc Notes", fondato e condotto insieme alla compagna Cristina Fortunati tra gli anni Novanta e l'inizio dei Duemila: un progetto editoriale indipendente, nato dal desiderio di raccontare la realtà senza filtri e senza concessioni.






