Questa volta non ce l’ha fatta. Marcello Giordani è morto stasera, 20 ottobre, all’ospedale Maggiore di Novara dove era ricoverato da quasi due settimane per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Un percorso che aveva sempre affrontato a testa alta, senza mai cedere. Lui voleva scrivere, vivere gli eventi che seguiva con straordinaria passione. E così ha fatto. È stato giornalista fino all’ultimo secondo: ancora il 4 ottobre aveva seguito la marcia della pace di Orta, pochi giorni fa sull’inserto di economia del Nord Ovest l’ultimo articolo, dedicato all’imprenditore Fabio Fontaneto.

Aveva 72 anni, compiuti il 10 febbraio: «Acquario ascendente gemelli - raccontava, sornione come i gatti che amava - ovvero aria-aria nemmeno fossi un razzo». Era iscritto all’albo dei giornalisti dal 28 febbraio 1979, una professione (prima alla Gazzetta del Popolo poi a La Stampa) che è andata oltre - fino alla fine - rispetto a quella di insegnante. Perché Giordani è stato un riferimento sicuro anche per moltissime generazioni, cresciute con la sua competenza e la sua ironia. Come Enrico Drago che a luglio, neopresidente del gruppo De Agostini, aveva chiamato proprio il suo ex professore per la prima intervista e per raccontarsi a cuore aperto.