Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 10:08
Infortunio e paura per Nikola Jokic, uscito zoppicando dal campo poco prima dell’intervallo della sfida Nba tra i suoi Denver Nuggets e i Miami Heat, giocata nella notte italiana e terminata con la vittoria di Miami per 147-123. Nella sfida disputata a Miami contro gli Heat mancavano solo 3 secondi alla fine del primo tempo e – in un’azione difensiva – Spencer Jones ha involontariamente pestato il piede sinistro di Nikola Jokic, il cui ginocchio è sembrato cedere un attimo dopo.
La stella di Denver è rimasto a terra dolorante toccandosi proprio il ginocchio sinistro e dopo essere rientrato zoppicando vistosamente negli spogliatoi, non è più stato in grado di rientrare in campo per dare una mano ai compagni. Adesso non rimane che attendere l’esito degli esami di rito per valutare l’entità dell’infortunio, ma nel frattempo c’è inevitabilmente attesa e ansia in casa Nuggets. Perché avere o non avere Jokic fa tutta la differenza del mondo e perderlo per diverso tempo rappresenterebbe un problema non indifferente per i campioni Nba del 2023.
“Ha capito subito che qualcosa non andava”, ha dichiarato l’allenatore dei Nuggets David Adelman al termine della partita, spiegando che si saprà qualcosa in più sull’entità dell’infortunio dopo la risonanza magnetica. “È una sensazione che ti stringe lo stomaco, soprattutto quando succede a un giocatore così speciale. Come allenatore pensi subito a cosa fare se dovesse mancare per un po’”. Perché se Jokic dovesse essere assente anche solo per un mese, significherebbe saltare circa 16 partite. Tantissime in una Western Conference molto competitiva.









