E dopo il giorno delle guance rosse, dei silenzi e degli imbarazzi, venne quello delle minacce di querela. I partiti della sinistra italiana sembrano aver coordinato una linea difensiva sul caso di Mohammad Hannoun. E in sostanza la tesi è che si è trattato solo di una serie incredibile di coincidenze. È quindi assolutamente casuale se Silvia Salis, Giuseppe Sala e Stefano Lo Russo si sono ritrovati a una manifestazione con l’arrestato. Non ci sono ragioni particolari se nel tempo Davide Tripiedi e Marco Bella (entrambi M5S), Matteo Orfini (Pd), Stefano Fassina (allora Sinistra italiana) e prima Marco Furfaro (Pd) lo hanno incontrato ad altri eventi. Un’incredibile fatalità ha portato Nicola Fratoianni, Laura Boldrini e Manlio Di Stefano a parlare con lui o a mettersi in posa per delle foto. Per non parlare di Alessandro Di Battista e della deputata Stefania Ascari, che lo aiutavano a raccogliere fondi.

Il problema principale di questa linea difensiva è che, oltre al far ridere i polli, non arriva al vero nodo della questione. È in effetti credibile che - come dice - la Salis non sapesse neanche della presenza di Hannoun quando ha partecipato a una manifestazione con lui a Genova, ma il problema è perché ci è finita, ovvero il mostruoso errore politico commesso da Pd, Avs e Cinquestelle. La sinistra, tutta, si è fatta prendere da una sorta di bulimia. Sul caso Gaza sembrava che si potesse “mangiare”, ovvero qualcuno sperava di usare la guerra come grimaldello contro gli avversari al governo. C’è stato un momento in cui nell’opinione pubblica tirava un forte vento anti-israeliano e nonostante ciò il centrodestra ha mantenuto le sue posizioni, in particolare sul riconoscimento dello Stato di Palestina. Così, ritenendo di aver trovato una vena per far male alla maggioranza, l’opposizione ha finito per avvicinarsi troppo al movimentismo pro-Pal, dimenticando l’abisso che si cela dietro quel mondo e forse anche le ragioni per cui è iniziato tutto – il 7 ottobre. Un boomerang che ora gli è finito dritto sui denti, come già si era capito dopo l’assalto alle stazioni da parte dei bravi ragazzi con la kefiah.