Non è avvenuta alcuna trasfusione sulla paziente testimone di Geova ricoverata al Policlinico Umberto I di Roma: lo precisa la direzione generale dell'ospedale riferendosi "ad alcune notizie di stampa riguardanti il caso di una nostra paziente in cui si ipotizza una possibile 'denuncia per il medico che avrebbe trasfuso la donna testimone di Geova'.

Il rischio - si legge nella nota - è insussistente in quanto nessuna trasfusione si è resa necessaria in questo caso".

L'ospedale romano risponde così a quanto riportato sulla stampa in merito al caso di una donna testimone di Geova ricoverata il 18 dicembre scorso a causa di forti dolori addominali e alla quale era stato praticato un intervento di bypass gastrico, ossia una riduzione dello stomaco finalizzata alla perdita di peso.

Dopo averla visitata, i medici avevano ritenuto necessario operare d'urgenza e, alla richiesta della donna che non le venisse praticata la trasfusione, il chirurgo aveva fatto presente l'impossibilità di garantire che non sarebbe stata necessaria.

Prima dell'intervento, il chirurgo aveva consultato il magistrato di turno della Procura di Roma e questo aveva fatto presente che, secondo la Cassazione, i testimoni di Geova hanno il diritto costituzionale di rifiutare le trasfusioni di sangue come manifestazione della libertà religiosa anche in caso di pericolo di vita.