Sungrow, colosso cinese delle tecnologie per rinnovabili, stima di chiudere il 2025 con ricavi in crescita in Italia del 30%. Nel 2024 la filiale nel nostro Paese, nata ufficialmente nel 2018, aveva registrato un fatturato di 63 milioni, mentre il gruppo globalmente aveva consolidato 11 miliardi di dollari.

La crescita

«In questi sette anni siamo passati da un team di poche persone a 40 dipendenti, e contiamo di assumere ancora», spiega il country manager Massimo Bracchi. «In Italia Sungrow - continua - non ha impianti produttivi, siamo una filiale commerciale e di consulenza per il settore energetico e dell’efficientamento. Nel 2024 abbiamo messo le basi per il piano industriale 2025-27, che porterà a una crescita importante. Il piano si basa su due asset: le competenze e l’innovazione. Sungrow globalmente è riuscita a evolvere da azienda impostata sul solare ad avere tre focus: il fotovoltaico, che rimane core, i sistemi di accumulo e la mobilità elettrica. Su questi tre comparti sta investendo in Europa e in Italia».

La pipeline

Sungrow produce soluzioni di inverter di varia taglia per impianti solari, batterie per lo stoccaggio energetico - dal domestico all’utility scale, integrate e stand alone - e colonnine di ricarica per veicoli elettrici. A giugno aveva installato 870 GW di convertitori elettronici di potenza in tutto il mondo. Ha 7mila dipendenti su 18mila dedicati a ricerca e sviluppo. «In questo contesto, l’Italia è strategica - spiega Bracchi -, ha dovuto affrontare sfide complesse legate alla propria strategia energetica, ha consumi in forte crescita, con i primi trend in salita anche per i data center. Inoltre l’impatto del costo dell’energia su competitività aziendale, attrattività per gli investitori e conti delle famiglie è di interesse nazionale». Sungrow si inserisce nel percorso di transizione del Paese con soluzioni tecnologiche e servizi.