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Domenica in Kosovo il partito di sinistra populista e nazionalista del primo ministro Albin Kurti ha vinto le elezioni legislative anticipate, convocate a meno di un anno dalle precedenti, che si erano svolte a febbraio. Al tempo il partito, che si chiama Vetëvendosje! (Autodeterminazione!, in italiano), aveva fatto eleggere 48 parlamentari su 120 e poi non era riuscito a creare una coalizione con altre forze politiche: per questo nell’ultimo anno il Kosovo non aveva avuto un governo né un parlamento funzionanti.
Le elezioni di domenica erano considerate una scommessa per Kurti, in carica dal 2021, che non sapeva se la popolazione lo avrebbe appoggiato o punito per non essere riuscito a formare una coalizione stabile per quasi un anno. Alla fine, con il 99 per cento dei voti scrutinati, il suo partito ha ottenuto il 49,3 per cento: più del 41 per cento ottenuto lo scorso febbraio, ma poco meno di quanto gli sarebbe servito per governare senza alleanze.
I due principali partiti dell’opposizione, il Partito Democratico e la Lega Democratica (entrambi nazionalisti e di centrodestra), hanno ottenuto rispettivamente il 21 e il 13,6 per cento dei voti. Come nella precedente legislatura, hanno detto che non si alleeranno con Kurti, ma le possibilità che il primo ministro ora riesca a formare una maggioranza in parlamento sono più alte, dato che avrà probabilmente bisogno di allearsi solo con un partito minore per raggiungere i 61 seggi necessari.











