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Gli investimenti europei fanno esplodere i titoli in Borsa. In arrivo ai soci 5 miliardi

L'invasione russa dell'Ucraina ha fissato un prima e un dopo nella politica internazionale. Ma è stato così anche nel mondo degli affari, con le aziende europee della difesa a conoscere una rifioritura impressionante in termini di fatturato e profitti. Ieri, un articolo del Financial Times ha stimato che i più grandi gruppi industriali della difesa europei si preparano a pagare ai propri azionisti dividendi per 5 miliardi di dollari (il massimo dell'ultimo decennio). Una cifra che nasce dal boom di commesse militari di un'Europa che, sotto il pungolo del capo del Cremlino Vladimir Putin, ha iniziato una nuova e importante stagione di riarmo. Il piano ReArm della Commssione europea prevede investimenti fino a 800 miliardi di euro nei prossimi anni. In ambito Nato, anche l'Italia si è impegnata a raggiungere il 5% del Pil nelle spese per la difesa entro il 2035. Iniziative che sarebbero state impensabili fino a pochi anni fa, in un contesto globale dove la guerra non era presente nel Vecchio Continente e dove gli Stati Uniti hanno sempre provveduto ampiamente alla protezione degli alleati europei che in taluni casi non raggiungevano nemmeno il 2% del Pil di investimenti previsto dall'Alleanza Atlantica.