Partendo da una Ferrari 412 del 1987, l'officina Otsuka Maxwell Design (OMD) di San Diego ha dato vita a un pezzo unico: commissionata da un collezionista americano con un passato nel motorsport, la vettura ha richiesto oltre cinquemila ore di manodopera specializzata e un investimento che sfiora gli 1,8 milioni di dollari.
L'obiettivo era ambizioso: fondere l'eleganza discreta degli anni Ottanta con la tecnologia brutale delle hypercar moderne.
Il trapianto di cuore e la sfida del cambio (manuale)
Sotto il lungo cofano anteriore non pulsa più l'originale motore da 4,9 litri, bensì il maestoso V12 aspirato da 6,5 litri derivato direttamente dalla Ferrari 812 Superfast. Il propulsore è stato profondamente rivisto con l'installazione di dodici corpi farfallati individuali, un sistema di iniezione rivisto e un airbox in fibra di carbonio. Il risultato? Una potenza massima di circa 800 cavalli. Tuttavia, la vera magia risiede nella trasmissione: poiché la 812 originale nasce solo con cambio a doppia frizione, OMD ha adattato un cambio transaxle a sei marce proveniente da una Ferrari 599, convertendolo da automatico a manuale con la classica griglia ad "H" in metallo e un pomello in un pregiato legno di noce Bastogne del 1987.






