BELLUNO - Ricerche sospese. E un conto da pagare che potrebbe superare anche i 50mila euro se davvero venisse appurato che l’allarme lanciato venerdì da un’escursionista, è stato solo uno squallido scherzo. Tre giorni di ricerche con una quarantina di volontari all'opera non hanno dato esito e così, salvo l’emergere di nuovi elementi, per il momento i soccorritori hanno alzato bandiera bianca.

Ma il sospetto che quell’improvviso sos sia stato il frutto di una mente malata e non di una persona seriamente in difficoltà è sempre più radicato. La donna - 65 anni con tanto di nome e cognome che alla prova dei fatti non hanno mai trovato alcuna corrispondenza - aveva detto di essere scivolata da un sentiero sul Framont. E lì l’hanno cercata per tre giorni: a piedi, con gli elicotteri, con i droni, con le termocamere, nel gelo di fine dicembre, a 2000 metri di quota.

In 15 sono partiti dalla stazione di Agordo del Soccorso alpino, assieme a vigili del fuoco e guardia di finanza. Si è mosso perfino un elicottero dell’Aeronatuica da Poggio Renatico, a 250 chilometri di distanza, per dare alla sventurata una singola chance di sopravvivenza. Gli uomini hanno cercato tra le rocce e in ogni sentiero, a partire dalla vetta fino agli itinerari di fondovalle che lambiscono gli abitati di Agordo e Taibon. Senza esito.