BELLUNO - Quando ha chiamato i carabinieri, l’altra mattina, ha fornito le proprie generalità: nome, cognome, età. Ma di quei dati non c’è riscontro, non esiste alcuna donna con quel nome. Ha detto di essere scivolata vicino al sentiero e di non riuscire più a muoversi: ma i massicci soccorsi messi in campo sul monte Framont, sulle Dolomiti Agordine, hanno dato esito negativo. E allora la domanda è: va cercata ancora questa donna che ha chiesto aiuto o è riuscita autonomamente a tornare a casa? Di certo, sia che si tratti di uno scherzo, sia che effettivamente sia riuscita a “salvarsi da sola”, rischia una denuncia e un conto salato: quelli dell’ingente macchina di soccorsi messi in moto per ben due giorni.

Con il passare delle ore, oltre alla frustrazione e al timore, inizia a serpeggiare infatti un sospetto tra le decine di soccorritori che da sabato mattina si stanno adoperando nelle ricerche di questa donna che aveva inviato una richiesta di soccorso dall'area del monte Framont, cima che si trova nelle Dolomiti sopra Agordo, in provincia di Belluno. Il dubbio è che si sia trattato di una beffa che ha attivato una complessa macchina che impiega volontari del Corpo del Soccorso alpino, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco. La richiesta di aiuto era giunta sabato alla Sala Operativa dei Carabinieri: una donna di 65 anni diceva di trovarsi sotto la croce del Framont, di essere scivolata vicino al sentiero e non riuscire a muoversi, anche se illesa. Chi ha ascoltato il messaggio propende per la sincerità dell'appello. Nella migliore delle ipotesi potrebbe dunque trattarsi di una persona che, dopo aver chiesto aiuto, è riuscita a rientrare autonomamente a valle senza comunicare lo scampato pericolo. Ma anche in questo caso rischia un conto salato. Anche perché le ricerche continuano, con dispendio di uomini e mezzi.