Presto i contenuti generati o manipolati dall’intelligenza artificiale, inclusi i deepfake, saranno accompagnati da un’etichetta e contrassegnati a livello informatico. È una delle misure introdotte dalla nuova legge europea sull’IA (l’AI Act) per favorire la trasparenza.

Per aiutare le imprese a rispettare questi obblighi, la Commissione Ue ha pubblicato la prima bozza del Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati dall’IA.

Di cosa si tratta

Il codice è uno strumento volontario, elaborato da esperti indipendenti nell’ambito di un processo multilaterale, che fornisce soluzioni operative per conformarsi ai requisiti di trasparenza dell’AI Act.

Frutto di un lavoro avviato lo scorso novembre, che ha coinvolto centinaia di partecipanti e stakeholder, il documento si articola in due sezioni: la prima dedicata a chi sviluppa sistemi di IA (fornitori), la seconda a chi li utilizza (deployer).