Dalle retribuzioni all’interno delle Aziende sanitarie locali, che arrivano fino ai 36mila euro per le professioni sanitarie, alle differenze salariali tra le Regioni d’Italia, che grazie ai contratti collettivi non sono elevate. Una tematica, quest’ultima, che incrocia la questione del «federalismo differenziato che trova proprio in ambito sanitario uno dei terreni ove più sentita è l’esigenza di una maggiore autonomia gestionale».

È ciò che emerge dal rapporto semestrale di Aran, cioè l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti. Che si concentra, in particolare, sulla Sanità.

Il campione

La premessa riguarda il numero di Contratti collettivi nazionali del Lavoro (Ccnl) applicati al personale non dirigenziale della Sanità. Sono 542mila, impiegati tra i ruoli - sanitari, sociosanitari, amministrativi e tecnici - delle Aziende sanitarie locali (485mila persone), i Policlinici universitari (43mila) e gli altri enti (13mila).

I più pagati