I disastri si pagano, soprattutto quelli legati al clima. Gli eventi climatici estremi del 2025 hanno interessato tutte le regioni del mondo, dall’Antartide all’Australia. I dieci peggiori hanno causato perdite assicurate per oltre 123 miliardi di dollari. Il più grave si è verificato negli Stati Uniti: gli incendi di gennaio nella zona di Los Angeles sono costati più di 60 miliardi di dollari. È il bilancio più alto di sempre per gli Stati Uniti. Anche il prezzo in termini di vite umane pesa. Sono morte 31 persone direttamente per le fiamme e circa 400 persone hanno perso la vita per cause collaterali. In un mondo senza cambiamento climatico gli incendi sarebbero stati meno probabili. Secondo una ricerca condotta dal World Weather Attribution, il riscaldamento climatico di origine antropica ha aumentato la possibilità di questi eventi del 35 per cento. Estrema siccità, caldo e venti forti hanno reso gli incendi di Palisades ed Eaton particolarmente devastanti. Al secondo posto nella classifica dei dieci disastri climatici più costosi del 2025 – sviluppata ogni anno dall’organizzazione Christian Aid – c’è la stagione dei monsoni nel Sud-est asiatico. Cicloni e inondazioni hanno ucciso più di 1750 persone e causato danni per oltre 25 miliardi di dollari. L’evento ha interessato Malesia, Sri Lanka, Thailandia, Indonesia e Vietnam. Le devastanti inondazioni in Cina sono state le terze più costose. Tra giugno e agosto, l’ondata di piogge estreme ha causato danni per oltre 11 miliardi, costando la vita di almeno 30 persone. Il 2025 è stato anche l’anno dell’uragano Melissa che ha colpito Giamaica, Cuba e Bahamas. Melissa è il primo uragano di categoria 5 a colpire direttamente la Giamaica e la tempesta più potente mai registrata nella storia dell'isola caraibica, lasciando quasi il 77 per cento della popolazione senza elettricità. Gli Stati Uniti colpiti due volte Nella classifica di Christian Aid c’è anche l’Australia con il ciclone Alfred, la siccità che ha colpito il Brasile, il ciclone tropicale Garance nell’isola di Réunion nell’Oceano Indiano. Solo un paese compare due volte: gli Stati Uniti d’America. Oltre agli incendi della California, a luglio il Texas ha dovuto fare i conti con un’alluvione senza precedenti. Almeno 135 persone sono rimaste uccise, con alcune zone che hanno visto cadere in poche ore l’equivalente di un mese di pioggia. La responsabilità è anche antropica. Secondo il World Weather Attribution, il riscaldamento globale indotto dall'uomo ha reso le forti piogge che hanno inondato parte del Texas più intese, fino al 9 per cento in più. L’Europa in fiamme Fuori classifica ma comunque menzionate ci sono Spagna, Portogallo e Gran Bretagna. Durante il periodo estivo, la penisola iberica ha registrato una stagione di incendi fra i più devastanti degli ultimi decenni. Con il termometro oltre i 40°C, a settembre la Spagna aveva 383mila ettari di terreno in meno, persi nelle fiamme. Le alte temperature e la siccità prolungata hanno colpito senza precedenti anche la Gran Bretagna. Gli incendi boschivi hanno bruciato decine di migliaia di ettari di brughiera, landa e foresta, con stime iniziali che indicano che oltre 47mila ettari sono stati persi a livello nazionale. L’anno che sta per concludersi sembra già segnato dal punto di vista climatico. Il 2025 è destinato a essere il secondo anno più caldo mai registrato a pari merito con il 2023, e dietro al 2024, con novembre che risulta il terzo più caldo mai registrato a livello globale.
l dieci peggiori disastri climatici del 2025: quanto sono costati e quante vittime hanno fatto
Perdite assicurate per oltre 123 miliardi di dollari. Il più grave si è verificato negli Stati Uniti











