Un primo semestre che si è rivelato essere tra i più costosi di sempre in termini di perdite assicurate conseguenti a eventi catastrofali, ma per l’altra metà del mondo. Europa e Italia almeno in questo primo scorcio del 2025 l’hanno scampata. Un’anomalia? «A differenza degli Stati Uniti, nella prima metà del 2025 il livello di attività delle catastrofi naturali in Europa, e in particolare in Italia, è stata bassa. Questo non è insolito, data la notevole variabilità dell’attività catastrofale da un anno all’altro», ha sottolineato Lucia Bevere, senior catastrophe data analyst di Swiss Re.

Le parole arrivano a valle della presentazione del consueto report dello Swiss Re Institute sugli eventi naturali estremi e sulle loro conseguenze. Un documento che mette in evidenza come il primo semestre del 2025 sia stato il secondo più oneroso di sempre, a causa degli incendi in California e dei violenti temporali negli Stati Uniti. In particolare, nel complesso si parla di 143 miliardi di perdite economiche di cui 135 miliardi per catastrofi naturali e 8 miliardi per eventi causati dall’uomo. Di questa somma ben 87 miliardi sono le perdite assicurate, 80 miliardi quelle che non sono legate al dolo. Si tratta di un valore quasi doppio rispetto alla media decennale ed è più della metà dei 150 miliardi di dollari (ai prezzi del 2025) previsti nei 12 mesi, in linea con un trend di crescita a lungo termine del 5-7%. Considerando che l’incidenza delle catastrofi naturali è solitamente più intensa nella seconda metà dell’anno, il totale dei danni assicurati per il 2025 potrebbe dunque superare le previsioni.