Il presidente Simonelli ha definito quella del pallone arancione "una scelta non felice", confermando che la Lega ha ascoltato le proteste di tifosi e appassionati
Morten Thorsby, centrocampista del Genoa, in azione contro l'Atalanta, marcato da Isak Hien
Il calcio italiano fa marcia indietro e ammette l'errore. Dopo le numerose polemiche sulla scarsa visibilità del pallone arancione utilizzato in questa stagione, la Lega Serie A ha deciso di cambiare rotta. L'annuncio ufficiale è arrivato da Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1.
Con una dose di onestà non comune nel mondo del calcio, Simonelli ha definito quella del pallone arancione "una scelta non felice", confermando che la Lega ha ascoltato le proteste di tifosi e appassionati. Non si tratta solo di una questione estetica o di nostalgia per il calcio di una volta, ma di un tema di inclusività e accessibilità che riguarda migliaia di spettatori.
Il punto centrale della decisione risiede nelle difficoltà riscontrate da chi soffre di alterazioni nella percezione dei colori. "Abbiamo ricevuto tante giuste proteste su questo, ci sono persone che non riescono a vederlo per il daltonismo", ha spiegato chiaramente Simonelli. Il contrasto tra l'arancione "fluo" scelto dal fornitore e il verde del campo creava infatti un effetto visivo problematico per molti spettatori, rendendo la sfera quasi invisibile o confondibile con il terreno di gioco.







