Non è più un dialogo esclusivo tra padri e figli: ai vertici delle aziende familiari italiane guadagnano spazio alle donne. Circa un’impresa su quattro declina al femminile la propria leadership. Un trend sostenuto da una nuova generazione di leader: preparate, con esperienze esterne all’azienda di famiglia e una visione internazionale.
Le nuove ceo
Sempre più spesso, le nuove amministratrici delegate prendono in mano le redini delle imprese da sole, con uno stile basato su ascolto, sostenibilità e cultura del merito. È il caso di Federica Minozzi, ceo di Iris Ceramica Group, che dopo un allontanamento dalla realtà di famiglia è tornata per guidarne l’espansione internazionale e l’innovazione tecnologica. O di Maria Laura Garofalo, che ha trasformato Garofalo Health Care in uno dei principali gruppi sanitari privati italiani, portandolo alla quotazione e ottenendo il Cavalierato al Merito del Lavoro. E ancora: Francesca Cerruti, che in ab medica ha rotto il modello patriarcale introducendo managerializzazione e parità di genere; Michela Conterno, protagonista del rilancio industriale e dell’internazionalizzazione dell’azienda di famiglia, la Lati Industria Termoplastici, che oggi è Marchio storico di interesse nazionale; e Gaia Paradisi che, diventata ceo a soli 27 anni dopo la scomparsa del padre, ha reso l’impresa metalmeccanica fondata dal nonno – la torneria Paradisi - una realtà partecipativa capace di attrarre nuovi talenti.






