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Ultimo aggiornamento: 12:38

La scuola poteva fare di più e quando dirigente e insegnanti sono stati interrogati sul caso di Paolo Mendico “si è innescato un meccanismo difensivo”. A scriverlo, come rivelato da Repubblica, sono gli ispettori del ministero del Merito e dell’Istruzione nella loro relazione dopo gli accertamenti nell’istituto tecnico Pacinotti che sono stati disposti a causa del suidicio del quattordicenne nella sua casa a Santi Cosma e Damiano (Latina).

Secondo gli ispettori si sarebbe dovuto avviare un protocollo antibullismo in una classe turbolenta e “dai comportamenti non conformi al regolamento d’istituto”. Invece, sostiene il quotidiano, nel corso dell’ispezione dopo il suicidio dell’11 settembre scorso sarebbe emerso che “non vi è traccia di una valutazione approfondita indipendentemente dalla qualificazione giuridica degli episodi” davanti a comportamenti “quasi aggressivi”. Al tempo stesso però, gli ispettori raccolti i casi riferiti dai genitori, avrebbero precisato che “manca la ripetitività nel tempo, uno degli elementi necessari per configurare il bullismo” ma i “comportamenti aggressivi” non dovevano “esimere il personale scolastico dalla dovuta presa in carico”.