Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

28 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:02

Mentre in Italia si registra una stabilità nelle nuove diagnosi di HIV, con un preoccupante aumento di quelle tardive come dimostrano i dati diffusi in occasione della Giornata mondiale della lotta all’AIDS, cresce l’attenzione su una nuova frontiera nella prevenzione. Si tratta della PrEP long-acting, un’iniezione periodica che cerca di rendere meno problematico il tema dell’aderenza, che può invece occorrere nella terapia orale. Una rivoluzione che vede l’Italia in prima linea, con progetti pilota già in essere e studi di prim’ordine sul tema a livello europeo. A spiegare a ilfattoquotidiano.it la portata degli ultimi progressi della ricerca è Andrea Gori, Direttore del Dipartimento di malattie infettive presso l’Ospedale Sacco di Milano e Presidente della sezione lombarda di Anlaids.

Dopo la PrEP orale, quella iniettabile long-acting è un’arma in più per contrastare il virus dell’HIV. Di che cosa si tratta nello specifico?