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Ultimo aggiornamento: 7:48

Mi guardo intorno e vedo abeti illuminati, vetrine scintillanti e cori (stonati). Dai mercatini di paccottiglia natalizia all’ombra del Duomo (perfino la Madunina si gira dall’altra parte) e da quelli in piazza Plebiscito i bambini scappano per la bruttezza. Certo, ci si scofana di torroni, salami e panzarotti unti e fritti. Cosa c’entra tutto questo con lo spirito del Natale. Siamo turbati e persi (almeno io lo sono) dall’ “altro” che ci circonda, che non è mandato dall‘Alto ma creato dall’uomo, guerra, distruzione, fame, persecuzioni, corruzione (in confronto Mani Pulite è sembrato un gioco da Monopoli).

Il pianeta soffre e noi con lui. Putin insulta i “maiali” europei approfittatori, cioè noi. Che rimaniamo zitti. E Trump per distogliere l’attenzione dal suo sempre più stretto coinvolgimento nello scandalo Epstein sugli abusi sessuali minaccia un’altra guerra commerciale con l’Europa.

Feste dove tutto sembra così effimero, la scala delle priorità si capovolge e oggi chi ha la forza di affidarsi a quella Luce che è dentro di noi per rimetterci in cammino insieme ai re magi per ritrovarla e con essa il senso della nostra vita. E ci sentiamo tutti come Cristo in Croce (e ci siamo portati avanti anche con la Pasqua).