Adoro vedere i film degli anni’40 e’50 della vecchia Hollywood. Soprattutto vado in visibilio per le commedie brillanti, dove i personaggi si parlano addosso, con battute al vetriolo e sempre frizzantine. L’altra sera ho recuperato su Raiplay (il catalogo regala sempre piccole gemme!) un vecchio film di Howard Hawks. Per chi non lo conoscesse Howard Hawks è stato un regista e un produttore cinematografico, nativo del Wisconsin, papà di tanti film che hanno fatto la storia del cinema da Il grande sonno (con dei splendidi Bogart e Bacall) a Susanna (interpretato da un duo meraviglioso come Katharine Hepburn e Cary Grant). Mi sono messa a guardare La signora Venerdì, titolo italiano che non ha colto la sfumatura dell’inglese His Girl Friday, che si rifà al Robinson Crusoe di Daniel Defoe e al suo rapporto coloniale con il nativo Venerdì. Il film faceva parte di quel sottogenere conosciuto come screwball comedy dove l’impianto della commedia romantica si innestava con lo slapstick ovvero la commedia comica. Canovacci a volte poco verosimili, pieni di gag e situazioni paradossali, che dovevano distrarre l’America dai suoi grandi problemi del tempo ovvero la grande depressione prima e la seconda guerra mondiale poi. Va detto anche che La Signora Venerdì era anche una commedia di ri-matrimonio, ovvero i battibecchi amorosi tra i due personaggi principali, interpretati da un Cary Grant in gran spolvero e una geniale Rosalind Russell, sono tra due persone che sono state già sposate, ovvero era lecito (ricordiamo siamo nel 1940) l’allusione sessuale. Ma His Girl Friday è soprattutto una grande commedia sul giornalismo, sugli ostacoli, le frustrazioni, i tradimenti, la voglia di fare questo mestiere bellissimo, ma anche sulla pazzia di mollare tutto. Hildy Johnson è una giornalista di successo, divorziata da Walter Burns, editore del giornale dove lavora. Si presenta in redazione con il nuovo fidanzato, un assicuratore, e le sue dimissioni da giornalista. Voglio una vita normale dice Hildy. Il film è tutto incentrato sulle trame di Burns per far desistere la ex moglie, ma anche la migliore giornalista che ha, di abbandonare la carriera. Nel film si vede un mondo che non c’è più. Un mondo di rotative, edizioni straordinarie, macchine da scrivere, pezzi dettati al telefono. Noi siamo in un mondo diverso fatto di internet e intelligenza artificiale, ma guardando questo film si capisce quanto il giornalismo, proprio oggi che sembra superfluo, è necessario più che mai. Perché sarà l’umanità e l’occhio di Hildy a evitare che un innocente finisca sul patibolo. Il suo amore per il giornalismo è anche un amore viscerale per quel che davvero conta. Un film d’annata che però ci ricorda cos’è il giornalismo: la vita che bussa e vuole essere raccontata
La signora Venerdì: un film d’annata che ci ricorda cos’è il giornalismo
La cronaca, la cultura, la società guardate con gli occhi dell’unica nera nella stanza
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