L’altra sera Sinner-Alcaraz era appassionante come la millesima replica di “Una poltrona per due”
I Beatles
Quando capita che mia moglie mio figlio e io siamo tutti a casa alla sera, propongo spesso di guardare un film. Ma non è impresa semplice. Io vorrei far conoscere a mio figlio Humphrey Bogart e Spencer Tracy, lui considera inguardabili i film usciti nel secolo scorso, e tutti quelli che durano più di due ore. Potremmo accordarci su un film d’azione trash tipo Sharknado, con gli squali che fanno strage a New York, ma a quel punto scatta il veto di mia moglie. Scartiamo poi commedie che non fanno ridere (si salvano De Luigi, Ben Stiller e pochi altri), supereroi, horror, serial killer, harmonyose segretarie coreane e pornosoft turchi, e dopo avere setacciato tutte le piattaforme ci rifugiamo in una puntata di 4 Hotel oppure sul tennis, ma l’altra sera Sinner-Alcaraz era appassionante come la millesima replica di “Una poltrona per due”.
Alla fine abbiamo tentato la sorte su un film del 2019, “Yesterday”: un aspirante cantautore britannico di nessun successo scopre, dopo un misterioso blackout, che dalla memoria del mondo sono spariti i Beatles e tutte le loro canzoni. Lui è l’unico che le ricorda, così le ripropone come fossero sue e diventa una stella del pop. Non so se l’autore si è ispirato al Massimo Troisi di “Non ci resta che piangere”, ma il film mi ha divertito moltissimo. Io ai viaggi nel tempo non credo, ma ai mondi paralleli sì. E siccome come musicista valgo meno di zero, ho cominciato a pregare per un blackout letterario e a rileggere tutti i volumi di Harry Potter.







