Sottosegretario Sbarra, partiamo dalla Manovra e dai 532 milioni ulteriori previsti per il Credito d’Imposta Zes: potrebbero in realtà occorrerne di più, considerate le domande presentate all’Agenzia delle Entrate. Che farete?
«Intanto mi lasci ricordare che nella Legge di Bilancio sono previsti 2,3 miliardi di euro per il 2026 per il credito d’imposta Zes, la dotazione più elevata dall’introduzione della misura, cui seguiranno 1 miliardo nel 2027 e 750 milioni nel 2028. E che il credito d’imposta assume una prospettiva triennale, garantendo continuità e stabilità alla programmazione degli investimenti. Inoltre, e non è un dettaglio, nella Manovra viene introdotto lo slittamento della finestra temporale per le comunicazioni integrative, così da semplificare la gestione amministrativa e rispondere alle esigenze delle imprese».
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E le risorse che potrebbero non bastare?
«Confermo che l’impegno del Governo non si ferma qui. Nei prossimi giorni si valuteranno ulteriori margini di intervento per aumentare ancora la percentuale del credito riconosciuto. In particolare, si potrà attivare il meccanismo già previsto nella scorsa legge di Bilancio in base al quale il ministero delle Imprese e del Made in Italy e le Regioni Zes possono agevolare gli investimenti a valere sulle risorse dei programmi di coesione europea del ciclo 2021-27 di loro titolarità. Si tratta di scelte che aprono alla possibilità di valutare per il futuro meccanismi in grado di riconoscere, fin da subito, il credito d’imposta nella sua totalità, aumentando così l’efficacia dell’intervento».







