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L'attivista svedese e la no-profit Slow Factory hanno pubblicato un post in comune in cui affermano che Gesù era un palestinese nato sotto occupazione. Ecco qual è stata la reazione degli utenti
Greta Thunberg derisa da mezzo mondo dopo la sua ultima uscita su Instagram. In questi giorni di festa, l'attivista svedese e l'organizzazione no-profit Slow Factory hanno pubblicato sui social un post congiunto per sostenere la Palestina, e fino a qui nessun problema. Peccato però che per cercare di enfatizzare il loro messaggio abbiano deciso di tirare in ballo la figura di Gesù.
"Per i cristiani del mondo, il figlio di Dio che adorate è nato a Betlemme, in Palestina, oggi sotto una violenta occupazione. Se quel bambino nascesse oggi, molto probabilmente verrebbe imprigionato in una prigione militare israeliana", è quanto si legge nel messaggio. E ancora: "Pregare per i bambini della Palestina non basta, dobbiamo porre fine all'occupazione". Insomma, per Greta Gesù era palestinese. Un messaggio chiaro, mirato a creare un parallelo tra la figura di Gesù e l'attuale situazione nella Striscia di Gaza per sensibilizzare l'opinione pubblica.






