Che ne è stato di uno dei «buchi neri» più spaventosi di Milano? Ricordate il palazzo di via Cavezzali 11, traversa di via Padova, che era finito al centro delle cronache per essere una ‘terra di nessuno’, una sorta di zona franca dove spaccio, prostituzione e abusivismo avvenivano platealmente e alla luce del sole? Dopo il maxi sgombero dell’aprile 2018, avvenuto un paio di settimane dopo un servizio de Le Iene che documentava quello che avveniva in questo fortino dell’illegalità, la situazione non è migliorata granché e il complesso, un ex residence che conta quasi 200 locali tra mono e bilocali nei suoi 9 piani, è tornato nel degrado. Basta fare un salto in zona per rendersene conto. Noi ci siamo andati e, appena ti avvicini al cancello ti senti subito «osservato speciale»: davanti al portone ci sono un immigrato di origine africana e un ragazzo in alta uniforme maranza con tuta e borsello, che presidiano l’ingresso e ti squadrano dalla testa ai piedi. Così decidiamo di percorrere pochi metri e girare a sinistra in via Russo: lì scopriamo una discarica abusiva in piena regola con laterizi e pezzi di mobili di ogni tipo abbandonati nel cortile condominiale. Per il resto, il silenzio che regna in quel complesso è quasi irreale. Incrociamo solo un’anziana signora di ritorno dalla spesa che, rispondendo a una nostra domanda sullo stato del luogo ci dice: «Meglio stare alla larga da quel posto».
Milano, i misteri della casa di via Cavezzali: sentinelle, abusivi e subaffitti | Libero Quotidiano.it
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