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Dal conflitto in Ucraina alle tensioni in Asia, passando per Medio Oriente, Africa e America Latina: una mappa dei focolai di crisi che nel 2026 potranno. mettere sotto pressione la sicurezza della Nato e dell'Italia

Questo 2025 è stato un altro anno di guerra in Europa, ma il Vecchio Continente non è l'unico teatro caratterizzato da conflitti aperti o latenti che contribuiscono al deterioramento delle condizioni di sicurezza internazionale e che, con livelli diversi, si riflettono sul nostro Paese e sull'area europea. Vi offriamo quindi una breve panoramica di quelle aree di crisi che potrebbero facilmente peggiorare o che già vedono la presenza di conflitti più o meno aperti.

La guerra in Ucraina, sebbene sembri essere sulla via di una risoluzione per il radicale cambiamento della postura statunitense nei confronti della Russia, resta l'area di crisi principale la sicurezza europea. Lo schieramento in Bielorussia di missili balistici russi rappresenta un grave attacco alla stabilità strategica del continente. Il conflitto ha portato con sé il deterioramento dei rapporti tra Paesi europei e Russia con un inasprimento delle azioni di guerra ibrida attuate da Mosca contro l'Europa. Di particolare interesse, è la narrazione che la propaganda russa sta mettendo in atto nei confronti di alcuni Stati ai suoi confini (Baltici e Finlandia), che è la stessa utilizzata per l'Ucraina prima dell'invasione: discriminazione delle minoranze russofone e diffusione di politiche naziste. La minaccia ibrida russa verso i Paesi europei più occidentali, quindi non attaccabili da questa narrazione – eccezion fatta per il ritorno del nazismo – si espleta in attacchi cyber (in aumento), disinformazione, sabotaggi e azioni di disturbo utilizzando droni operati da personale non riconducibile alla Russia.