Con la Russia “è stata congelata ogni forma di cooperazione giudiziaria”. È la ragione per cui, dopo aver trascorso la notte di Natale in cella a Busto Arsizio, Victor Khoroshavtsev è già stato scarcerato.
Sul magnate del petrolio ed ex parlamentare russo pende difatti un mandato di cattura internazionale del Cremlino che aveva fatto scattare il suo arresto poco dopo il suo arrivo a Malpensa, tre giorni fa, a suo dire per trascorrere le feste con la figlia che da tempo vive a Milano. Ma la Corte d’Appello di Milano, ieri, gli ha restituito il passaporto.
Il 73enne, residente a Marbella e con un passaporto anche israeliano, era stato rintracciato dalla polizia di Gallarate alle 4 della mattina di Natale in un albergo di Somma Lombardo, a due passi da Malpensa, dopo che era scattato l’alert alla registrazione del suo nome. Nato a Zapolye, senatore alla Duma dal 2003 al 2009, Khoroshavtsev è stato poi a capo della compagnia petrolifera Bashnef e di altri due colossi energetici. E dallo scorso 29 marzo il tribunale di Tverskoy, a Mosca, lo cerca per processarlo proprio per una frode da nove miliardi di rubli in questo settore in cui, secondo quanto risulta al ministero dell’Interno, era a capo di un "gruppo criminale”: rischia 10 anni perché avrebbe sottratto oltre 100 milioni di euro da fondi di pensione e portato i soldi all’estero.











