L’oligarca russo Dmitry Chirakadze, il magnate che dal Cremlino ha avuto l’appalto per la digitalizzazione dei tribunali russi, è stato condannato dal Tribunale di Milano in primo grado a 3 anni e 2 mesi di reclusione per «procurata evasione» del connazionale Artem Uss: cioè per aver coordinato il comando di «esfiltratori» cittadini dell’Est Europa (sinora cinque arrestati e in parte già condannati) che il 22 marzo 2023 fecero evadere dagli arresti domiciliari di Basiglio e riparare poi a Mosca (passando da Slovenia, Croazia, Bosnia fino a Belgrado in Serbia) l’imprenditore russo 43enne figlio di un governatore della regione siberiana di Krasnoyarsk molto vicino a Putin, sulla cui estradizione negli Stati Uniti la Corte d’Appello di Milano in quelle settimane stava decidendo su richiesta americana per due contestate ipotesi di contrabbando di petrolio dal Venezuela e di traffico di componenti elettronici a duplice uso civile-militare in violazione dell’embargo americano.
Dmitry Chirakadze, condannato a 3 anni e due mesi a Milano l'oligarca che in Russia ha digitalizzato i tribunali: «Fece scappare Artem Uss dai domiciliari»
L'imprenditore era evaso dai domiciliari a Basiglio il 22 marzo 2023 e aveva fatto rientro a Mosca. Il «regista» dell'operazione è stato arrestato un anno fa in Sardegna. La difesa: vittima di una sede giudiziaria non serena. Tra i suoi avvocati anche Antonio Ingroia






