Ma perché Trump ha preso di mira proprio la Nigeria? Da anni, alcuni esponenti della destra statunitense amplificano le accuse secondo cui i cristiani sarebbero perseguitati in Nigeria. A settembre, il senatore repubblicano Ted Cruz ha fatto pressione per sanzionare i funzionari del paese africano che "facilitano la violenza contro i cristiani e altre minoranze religiose, anche da parte di gruppi terroristici islamisti". All'inizio di quest'anno, il presidente sembrava aver agito in risposta ad alcune di queste preoccupazioni, designando la Nigeria "Paese di particolare preoccupazione" ai sensi dell'International Religious Freedom Act, a seguito di settimane di pressioni da parte di legislatori americani e gruppi cristiani conservatori. Poco dopo, ha ordinato al Pentagono di iniziare a pianificare un'eventuale azione militare nel Paese qualora il governo nigeriano avesse continuato a "permettere l'uccisione di cristiani".
In passato, il governo di Lagos ha risposto alle critiche di Trump sostenendo che persone di diverse fedi, non solo cristiane, soffrono per mano di gruppi estremisti. La Nigeria è ufficialmente laica, ma è quasi equamente divisa tra musulmani (53%) e cristiani (45%), con la restante popolazione che pratica riti tradizionali africani. La violenza contro i cristiani ha attirato notevole attenzione internazionale ed è spesso inquadrata come persecuzione religiosa, ma la maggior parte degli analisti sostiene che la situazione sia più complessa e che gli attacchi possano avere motivazioni diverse. Ad esempio, gli scontri mortali tra pastori musulmani itineranti e comunità agricole prevalentemente cristiane sono radicati nella competizione per la terra e l'acqua, ma sono esacerbati dalle differenze religiose ed etniche. Nel frattempo, i rapimenti di sacerdoti sono visti dai criminali come un'occasione per far soldi con i riscatti.














