È un tema complesso. Di quelli che tirano in ballo più elementi, che trattarli per partito preso è il più grande errore si possa commettere, di quelli che hanno mille sfaccettature, mille rimandi e conseguenze. La disforia di genere e i ragazzini che a tredici, sedici anni decidono di cambiare sesso e iniziano un percorso ormonale coi cosiddetti “farmaci bloccanti della pubertà”: «In realtà, al momento», spiega Mara Campitiello, «non sappiamo con precisione quante prescrizioni vengano fatte per la triptorelina in Italia». Campitiello fa la ginecologa ed è a capo del dipartimento Prevenzione al ministero della Sanità. Parla chiaro. È precisa, puntuale. È abituata a guardare ai dati oggettivi prima che alle opinioni.
Dottoressa Campitiello, sta dicendo che, a dicembre del 2025, non è possibile neppure capire quanti adolescenti usino effettivamente la triptorelina?
«Sì, è così. Abbiamo fatto una richiesta alle Regioni. Solo alcune hanno risposto. Con dati disomogenei. Per questo abbiamo deciso di procedere con una proposta di legge sull’argomento».
Quale?
«I ministri della Sanità e della Famiglia – Schillaci e Roccella – stanno portando avanti un disegno di legge. Per regolare e soprattutto monitorare, attraverso un registro, le prescrizioni di questo farmaco e degli ormoni cross-sex per i minori. Il tutto, comunque, in attesa delle linee guida che verranno emanate di concerto con l’Istituto Superiore di Sanità».












