I giudici hanno stabilito la riattribuzione del sesso anagrafico. Già dalle elementari veniva chiamato con un nome maschile diverso da quello, femminile, della nascita, anche sui quaderni di scuola. La transizione era iniziata dall'infanzia. I giudici, riporta La Nazione, hanno accertato “il percorso psicoterapico seguito con costanza, le terapie ormonali praticate con successo e la matura gestione del disagio sociale conseguente al processo di cambiamento” e hanno accolto il ricorso presentato alla Procura dai genitori, assistiti dall’avvocato viareggino Stefano Genick, “nella convinzione che" il ragazzino "abbia maturato una piena consapevolezza circa l’incongruenza tra il suo corpo e il vissuto d’identità come fino ad ora sperimentato” così “da consentirle di concludere, altrettanto consapevolmente un progetto volto a ristabilire irreversibilmente uno stato di armonia tra soma e psiche nella percezione della propria appartenenza sessuale”.