Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
La Corte d'Appello di Firenze ribadisce che la procreazione assistita post mortem è vietata in Italia. L'ultima sentenza mette fine all'iter per realizzare le ultime volontà dell'uomo
Una decisione delicata ma netta quella della Corte d'Appello di Firenze che è intervenuta sul caso del liquido seminale di un uomo già deceduto che era stato conservato nella banca del seme qualora fosse diventato sterile affinché la propria moglie lo potesse utilizzare per procreare. La decisione dei giudici è stata netta: in Italia non è consentita la procreazione medicalmente assistita (Pma) dopo la morte.
Una donna di Firenze, già quattro anni fa, aveva richiesto al Tribunale fiorentino che le venisse consegnato il seme del proprio marito morto precedentemente a seguito di un tumore: proprio per evitare di spezzare il sogno della coppia, l'uomo aveva fatto conservare il suo liquido seminale nella banca del seme qualora fosse avvenuto il decesso ma anche se fosse rimasto in vita. Sapeva bene, infatti, che le cure contro un tumore così aggressivo avrebbero potuto annullargli la fertilità.






