Il Comune di Milano è a caccia di sponsor tecnici. Il motivo? Restaurare e riqualificare monumenti, fontane ed elementi architettonici in giro per la città. L’avviso pubblico è rivolto non solo a operatori privati ma anche pubblici, che potranno essere coinvolti attraverso contratti di sponsorizzazione tecnica. Gli sponsor avranno poi la possibilità di proporre e realizzare interventi finanziandoli integralmente, senza oneri per il Comune, ottenendo in cambio un ritorno di immagine. A tessere le lodi per questo bando ci ha pensato Gaia Romani, assessora coimunale ai Quartieri e al Decentramento. «Prendersi cura del patrimonio artistico e culturale della nostra città significa custodire l’identità stessa di Milano», afferma la Romani. Per ora, i manufatti su cui si dovrà intervenire sono 16, divisi in cinque schede diverse (A, B, C, D, E). La scheda A, dedicata a monumenti e fontane, prevede il restauro del bronzo del Grande Disco in piazza Filippo Meda, la riqualificazione della fontana di piazza Bausan e l’intervento conservativo sulla fontana dei Giardini di via Vigoni.

Per quanto riguarda i monumenti storico-artistici, facenti parte della scheda B, il Comune ha indicato il monumento a Giuseppe Missori, la colonna di San Pietro Martire in piazza Sant’Eustorgio e il monumento dedicato ad Andrea Verga in largo Richini. Passando poi per la scheda C, che unisce monumenti e lavori sul verde, si prevedono interventi sul monumento a Francesco Hayez e su quello dedicato a Francesco Baracca nel piazzale omonimo. Sono previsti lavori anche nei giardini Indro Montanelli e in piazza Buonarroti, indicati nella scheda D. Il Comune di Milano ha poi voluto selezionare tre opere, considerate simbolo della città, su cui sarà necessario intervenire con lavori di riqualificazione. Stiamo parlando del monumento a Leonardo Da Vinci in piazza della Scala, quello a Napoleone III al Parco Sempione e il gruppo scultoreo Alle Voloire in piazza Perrucchetti, compresi nella scheda E. Questi monumenti dovrebbero avere il ritorno d’immagine più alto, pari a 192.360 euro. Se richiesto, poi, gli interventi saranno sottoposti all’autorizzazione della Soprintendenza, a tutela del valore storico-artistico dei beni.