"C'è una sana vergogna che possiamo chiedere come dono al Signore per aver trattato alla leggera le situazioni di crisi del nostro mondo, per esserci abituati a pensare alla guerra inevitabile, e a vedere di conseguenza la pace come impossibile. Abbiamo bisogno di metterci in ascolto attento della parola di Dio che smaschera le menzogne del nostro cuore per conoscere e amare la verità che ci rende liberi". Sono le parole dell'arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli, nell'omelia della messa della notte di Natale nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

La casa

"Per costruire la pace tutti possiamo fare qualcosa, trasformando la paura dell'altro in opportunità di incontro. Nella nostra città di Firenze ancora oggi il problema dell'emergenza abitativa tende ad aggravarsi. Sarebbe ipocrita pensare di delegare la soluzione di questo problema unicamente alle istituzioni", ha detto l’arcivescovo.

"Lasciamoci piuttosto contagiare da quegli esempi positivi di accoglienza di cui sono stati capaci alcuni nostri concittadini - ha aggiunto -, come certe persone rimaste sole che hanno deciso di andare a vivere insieme, liberando un appartamento per metterlo a disposizione di chi non aveva un alloggio. Oppure ad alcuni anziani che hanno fatto spazio per accogliere nella loro casa uno studente o una studentessa che non avevano la possibilità di pagare l'affitto di un appartamento o la retta di uno studentato. Oppure a chi si è fidato nel dare in affitto una casa ricorrendo alla mediazione di un'associazione che si è fatta garante dell'inquilino".