Capodanno è vicino e la corsa all’acquisto di botti e petardi è già iniziata. Quello dei danni causati dai fuochi d’artificio è un problema cronico che si ripresenta ogni anno in molte città italiane. I Comuni cercano di prevenire gli episodi più spiacevoli attraverso divieti e ordinanze, ma a definire i confini di ciò che si può o non si può fare è spesso la giustizia italiana. Come riportato recentemente da Roma Today, anche quest’anno il Campidoglio aveva introdotto un provvedimento specifico per vietare l’uso di articoli pirotecnici durante il periodo natalizio, con particolare attenzione alla notte di Capodanno. L’amministrazione comunale aveva scelto di rendere questi divieti permanenti, modificando direttamente il regolamento di polizia locale.

Le aziende del settore, però, non sono rimaste inattive. I produttori e commercianti di fuochi d’artificio di Roma, riuniti nell’ASS.P.I. (Associazione Pirotecnica Italiana) e assistiti dall’avvocato Marcello Giuseppe Feola, avevano presentato ricorso al TAR del Lazio contro le modifiche introdotte, chiedendo anche la sospensione delle nuove regole. I giudici amministrativi, tuttavia, avevano stabilito che la richiesta cautelare non fosse “degna di accoglimento”. Il ricorso al Consiglio di Stato è stato decisivo.