Ci sono borghi della riviera ligure in cui avvengono miracoli urbanistici e così, quelli che, nei progetti su carta, erano volumi di terra e pietra, all’improvviso si trasformano in locali destinati a box e cantine.
Il prodigioso fenomeno si è però bruscamente interrotto in uno degli angoli più gettonati della Liguria, il borgo di Varigotti, all’estremità di levante del comune di Finale Ligure, in cui si trova la celebre spiaggia dei saraceni.Accade che una delle ultime operazioni immobiliari – che per l’appunto si chiama Terrazze saracene - possibili in un territorio ormai largamente compromesso dal punto di vista del consumo di suolo, si trovi di fatto bloccata a causa di irregolarità riscontrate dagli uffici tecnici del Comune e confermate da una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso dell’impresa costruttrice, la lombarda Impresa 72.
«Nel corso dei lavori - si legge in sentenza - l’amministrazione comunale ha accertato la realizzazione di opere difformi dal progetto approvato: diversa dislocazione dei volumi, aumento delle altezze, creazione di nuovi locali interrati destinati a box e cantine».
Un rendering del progetto
Questo ha generato, nel marzo del 2024 un’ordinanza comunale di rimessa in pristino che, a sua volta, ha originato un primo ricorso al Tar Liguria della società che è stato bocciato e un secondo, in appello, al Consiglio di Stato, appunto, che ha avuto analoga sorte.La vicenda merita un approfondimento poiché, se è vero che la Liguria ha subìto forse la sua ultima pesante ondata cementificatoria una ventina di anni orsono, oggi le operazioni immobiliari si giocano sul recupero di volumi preesistenti in abbinamento con gli ampliamenti generosamente concessi dal cosiddetto Piano casa regionale, varato nel 2009 dal centro sinistra e arricchito in anni più recenti dall’amministrazione di centro destra.









