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In questi giorni nel Centro di accoglienza straordinaria (CAS) per migranti di Oderzo, in provincia di Treviso, circa 350 persone vivono ammassate l’una accanto all’altra, al freddo, in un tendone nel cortile della struttura, una vecchia base militare.
Diverse inchieste hanno mostrato come le condizioni delle persone ospiti dei CAS siano spesso molto precarie, fra alloggi fatiscenti e pochi o pochissimi servizi disponibili a parte un tetto sopra la testa, un letto pulito, del cibo e un bagno. A Oderzo anche i pochi elementi di un’assistenza di base sono carenti.
I migranti del CAS di Oderzo sono tutti adulti maschi, provenienti soprattutto dal Bangladesh e dall’Africa subsahariana. Alcuni attendono da anni il riconoscimento della protezione internazionale. Di recente hanno fatto video con i loro cellulari per mostrare le condizioni in cui vivono: il riscaldamento non funziona, i letti sono sprovvisti di coperte adeguate, i bagni sono in pessime condizioni. Nei prossimi giorni è previsto che la temperatura scenda sotto lo zero.
Dentro al tendone farà quasi freddo quanto all’esterno, dove i migranti passano la maggior parte delle loro giornate.







