I cerchi sono cinque e i neuroni pure, ma suddivisi tra le centinaia di zucche vuote ornate di kefiah che stanno contestando la fiamma, non quella dei “fascisti” bensì la torcia di Milano-Cortina. Stavolta il «Fuori gli assassini dalle Olimpiadi! » l’hanno gridato a Sorrento, vorremmo dare la colpa al limoncello ma toglieremmo ingiustamente meriti ai protagonisti.

Il doping non c’entra, è genetica. La torcia, assieme ad alcuni tedofori, viaggiava sulla Nave Visalli della Guardia Costiera, la terza della classe “Angeli del Mare”, intitolata al sottoufficiale Aurelio Visalli, medaglia d’oro al valore, morto nel 2020 nelle acque di Milazzo – in Sicilia – mentre tentava di salvare un 15enne che da due ore col mare in burrasca cercava di tornare a riva (poi deceduto) e l’amico. I pro-Pal, perdigiorno di ogni età e risma, non sapevano neanche questo, figuriamoci, e hanno cominciato a sbraitare di tutto.

PAROLE D’ORDINE

«Fuori i sionisti!», «Vergogna!», «Free-free Palestine!», «Cacciate Israele!», che è quello che pretende il comitato olimpico palestinese spalleggiato da una serie di movimenti. In subordine c’è chi non vuole che i pochi atleti israeliani che verranno in Italia gareggino coi propri colori e sfilino con la bandiera.