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Da febbraio a settembre il cantautore americano Willie Nelson ha tenuto 45 concerti, spostandosi da una costa all’altra degli Stati Uniti e concentrando spesso più date in pochi giorni. Sono ritmi che risulterebbero impegnativi per musicisti giovani e in forze, e che sono a maggior ragione sorprendenti visto che Nelson ha 92 anni. Da oltre metà della sua vita è uno dei più importanti e stimati cantautori americani.
Non smette quasi mai di viaggiare, spesso e volentieri guidando personalmente il pulmino in cui trasporta gli strumenti e i membri della Family, la sua band. Da più di sessant’anni suona in giro per gli Stati Uniti, alternando lunghi tour a pause molto brevi. Nei rari momenti in cui si ferma, sul suo sito compare un messaggio: «Torna a controllare spesso: Willie è sempre in viaggio» (l’espressione utilizzata è “On The Road Again”, titolo di una delle sue canzoni più famose).
Quando non è impegnato coi concerti, passa la maggior parte del suo tempo a comporre musica in studio. Negli ultimi due anni ha pubblicato quattro album, tutti molto apprezzati dalla critica e sorprendentemente diversi tra loro per suono, testi e musicisti coinvolti.
Nelson è una figura mitica della cultura pop statunitense, anche per la sua estetica inconfondibile. Da oltre mezzo secolo si presenta sul palco con lunghissime trecce ispirate alla cultura Cherokee, spesso indossando una bandana rossa e abiti da cowboy, e imbracciando l’inseparabile Trigger, una chitarra classica Martin con corde in nylon datata 1969, consumata da centinaia di graffi e diventata ormai parte integrante della sua immagine. La carriera di Nelson colpisce da anni giornalisti musicali e addetti ai lavori, che rimangono spesso spiazzati dalla sua vivacità, dalla sua lucidità di pensiero e dalla sua ironia sorprendentemente al passo coi tempi.









