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Ultimo aggiornamento: 9:01

La fine dell’anno si avvicina e così anche l’impossibile scadenza avanzata dagli Stati Uniti per il disarmo del gruppo armato e partito politico Hezbollah, in Libano. Da mesi il Paese vive in uno stato né di guerra né di pace ed è oggetto di crescenti pressioni da parte di Washington e, in maniera diretta attraverso l’escalation di bombardamenti, da parte di Israele. Per analizzare lo stato del disarmo bisogna prendere in considerazione diversi fattori, tra cui l’accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Libano e Israele a fine novembre 2024 per mettere fine agli attacchi contenuti inizialmente perlopiù nel sud del Libano e alla successiva escalation israeliana su larga scala.

“L’accordo di cessate il fuoco è vago e ciascuna delle parti lo interpreta a proprio vantaggio”, ha detto Ali Rikz, analista di sicurezza di base a Beirut. L’accordo prevede che le autorità statali libanesi siano le uniche forze armate, e il conseguente disarmo di tutte le fazioni non statali, in linea con la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a partire dal sud del fiume Litani. Il tutto accompagnato da un maggiore schieramento dell’esercito libanese nella zona di confine.