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Ultimo aggiornamento: 12:49
Una “marcia di umiliazione” e di resa a Israele e agli Stati Uniti. Così il vice capo del consiglio politico di Hezbollah, Mahmoud Komati, ha definito la decisione del governo libanese – su proposta Usa – di disarmare Hezbollah che sta scatenando proteste in queste ore. “Non esiste stato o governo al mondo che si opporrebbe alla resistenza sul proprio territorio mentre il nemico è ancora lì a occupare e a compiere aggressioni contro il Libano ogni giorno”, ha detto ad Al Jazeera. Komati ha aggiunto che Hezbollah manterrà il suo diritto di resistere a Israele in base alla Carta delle Nazioni Unite che sancisce un “diritto intrinseco all’autodifesa individuale o collettiva”. “La nostra presenza è legale, legittima, etica e umana, e lo sono anche le nostre armi come movimento di resistenza”, ha aggiunto. Ieri il governo libanese ha accettato i principi della proposta statunitense, tra cui “la graduale fine della presenza di gruppi armati non statali nel Paese sia a nord che a sud del fiume Litani”.
Tuttavia, tra i principi sottoscritti dal Libano c’è anche la garanzia “del ritiro di Israele dal territorio libanese e la cessazione di tutte le ostilità, comprese le violazioni terrestri, aeree e marittime”, nonché l’istituzione di un confine permanente tra Israele e Libano e tra Siria e Libano. Il ministro dell’Informazione libanese Paul Morcos ha ribadito che l’attuazione di questi principi dipende dall’impegno di tutti i paesi menzionati nell’accordo (incluso Israele) a rispettare gli obblighi delineati nel documento. Gli Stati Uniti hanno chiaramente espresso il loro plauso: l’inviato Tom Barrack ha dichiarato che il governo libanese ha preso una decisione “storica”, decidendo di disarmare Hezbollah. In un post su X, Barrack si è congratulato con i leader libanesi “per aver preso questa settimana la decisione storica, coraggiosa e corretta di iniziare a dare piena attuazione” al cessate il fuoco di novembre, che ha posto fine a oltre un anno di ostilità tra Hezbollah e il vicino Israele. “Le risoluzioni del Consiglio dei Ministri di questa settimana hanno finalmente messo in atto la soluzione ‘Una Nazione, Un Esercito’ per il Libano. Siamo al fianco del popolo libanese”, ha dichiarato Barrack.








