Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 9:01
Scali a Budapest, Tirana, La Valletta, ma anche a Roma e Napoli. Lunghe attese per coincidenze e ritardi. Voli ad orari improponibili. È l’odierna Odissea degli Ulisse siciliani che ogni anno per le feste comandate e in estate, per evitare di spendere uno stipendio in voli, sono costretti a girare l’Europa e l’Italia per tornare a casa. “Ho impiegato 20 ore per arrivare a Licata (Agrigento), mi sono imbarcato da Torino per Budapest, due ore di viaggio più altri 9 di attesa in Ungheria, tra lo scalo e il ritardo della coincidenza, e infine sono atterrato a Catania”, ci racconta Guglielmo Rizzo, 23 anni supplente di informatica e iscritto all’università a Torino. Ma una volta atterrato, il viaggio infinito è continuato. “In Sicilia ho dovuto prendere un bus per arrivare fino a casa. Non è la prima volta che faccio uno scalo. Spesso con Ita mi sono fermato a Roma. A settembre, per il rientro della scuola, ho fatto Catania-Barcellona, purtroppo però c’è stato un problema con la compagnia aerea e ho dovuto comprare un secondo biglietto per Torino, restando a dormire in aeroporto. Un salasso. Con me c’erano anche altri siciliani. Ormai tornare a casa è sempre più complicato, anche volendo comprare i biglietti prima, i prezzi sono sempre alti”.







