Tante volte Benedetto XVI aveva tuonato contro il «carrierismo» nella Chiesa, definendolo «una peste». E anche Papa Francesco, più volte, aveva richiamato la Curia romana a essere più “missionaria”, meno attaccata al potere. Questa volta è Leone XIV ad affrontare la cerchia a lui più vicina, cardinali e responsabili della Curia, richiamando con forza le storture che si annidano nell’esercizio del potere.

Lo ha fatto ieri, in occasione degli auguri ai cardinali e ai superiori della Curia, a meno di un mese dal suo primo concistoro, previsto il 7-8 gennaio, altro passo importante che comincerà a plasmare la Chiesa di Papa Leone XIV. Intanto ieri, incontrando gli attuali cardinali e responsabili della macchina curiale, il Papa ha parlato di «smania di primeggiare», richiamando la centralità di due pilastri: la missione e la comunione. «L’amarezza», ha detto il Papa, «a volte si fa strada anche tra di noi quando, magari dopo tanti anni spesi al servizio della Curia, notiamo con delusione che alcune dinamiche legate all’esercizio del potere, alla smania del primeggiare, alla cura dei propri interessi, non stentano a cambiare. E ci si chiede: è possibile essere amici nella Curia romana? Avere rapporti di amichevole fraternità?».