Gerusalemme

Natale? In tutta Gerusalemme, da Est a Ovest, tra la Città Vecchia e la nuova, non se ne scorge un solo segno. Non decorazioni nelle strade, non addobbi nelle chiese. Dopo aver girato la città su e giù per vari giorni cercando un qualche annuncio o simbolo del Natale imminente, vedo che sul mio taccuino ci sono due soli appunti: i francescani che al convento della Flagellazione, mercoledì scorso, avevano tirato fuori ma non ancora aperto le scatole con i pezzi del Presepe, e sei o sette panettoni Motta esposti in una bottega sulla via dei Cristiani. Nient’altro.

La scena della Natività, umana sempre più umana

di Claudio Strinati

La culla della cristianità, coacervo di luoghi santi, basiliche, patriarcati, arcivescovati e vescovati, monasteri, conventi e scuole bibliche, una città con quattordici diocesi - e quindi, dopo Roma, la maggiore densità episcopale al mondo - non celebra la festa della Natività. O almeno, non come la si celebra ovunque nell’Occidente cristiano.