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È lunga la lista dei cantieri aperti a Taranto per i Giochi del Mediterraneo, una specie di piccola Olimpiade fra i paesi che si affacciano sul mar Mediterraneo, in programma almeno in teoria dal 21 agosto al 3 settembre 2026: due nuove piscine olimpioniche, il rifacimento dello stadio della città, centri sportivi e spazi per l’accoglienza delle squadre. Alcuni lavori stanno rispettando i tempi, molti altri no, al punto che il comitato organizzatore internazionale sta valutando alternative. Non alternative ai singoli impianti o alle date delle gare, ma proprio alternative a Taranto, che rischia di buttare tutto il lavoro fatto finora.

La scorsa settimana Davide Tizzano, ex campione olimpico di canottaggio e presidente del comitato internazionale (ICMG, International Committee of Mediterranean Games), ha criticato il comitato organizzatore locale per le incertezze e i ritardi. Lo ha fatto durante il consiglio nazionale del CONI, il Comitato olimpico italiano, che organizza e promuove lo sport in Italia supervisionando il lavoro delle varie federazioni sportive. «Il comitato organizzatore oggi non è in grado di mettere in piedi l’edizione e non ci sono possibilità di rinviarli al prossimo anno. Servono impianti e un’organizzazione che non ci sono», ha detto.