Ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato cinque decreti di grazia, in base a quanto previsto dall’articolo 87 della Costituzione. L’iter ha avuto il parere favorevole del ministero della Giustizia. Vediamo chi sono i beneficiari dei provvedimenti.

Partiamo da Bardhyl Zeneli, 62 anni, condannato a un anno e mezzo di carcere per evasione dagli arresti domiciliari. Mattarella ha tenuto conto dei pareri favorevoli del magistrato di sorveglianza e del procuratore generale, i quali hanno evidenziato che il fatto per cui l’imputato è stato condannato non integra la fattispecie di evasione e quindi non costituisce reato.

Tra i graziati- vicenda assai dolorosa - c’è poi il 77enne Franco Cioni, condannato a 6 anni e 4 mesi per omicidio volontario della moglie, affetta da malattia in stato terminale e con la quale era sposato da cinquant’anni, commesso nell’aprile 2021. Nel concedere la grazia che ha estinto l’intera pena detentiva ancora da espiare (5 anni e 6 mesi) il capo dello Stato ha tenuto conto del giudizio dei magistrati, delle condizioni di salute del condannato, del perdono da parte della sorella della vittima e della particolare condizione in cui è maturato l’episodio delittuoso. La vicenda di Cioni è inserita anche nel film di Paolo Sorrentino (protagonista Toni Servillo), “La Grazia”, uscito lo scorso gennaio.